Home . Fondamenti . La grande maledizione del Terzo Pianeta
Dall'alba dei tempi, sul terzo pianeta del Sistema Solare continua a verificarsi una strana cosa: gli "inquilini" più intelligenti di detto pianeta, chiamati "uomini", credono che esista un essere sovrannaturale chiamato "Dio", che è stato capace di creare addirittura "l'universo" dal "nulla". Ciò significherebbe che "qualcosa" che non è nè "Uno" nè "Zero" avrebbe tratto dal secondo il primo: le cui dimensioni (tanto per renderci conto di cosa stiamo parlando) equivalgono ad un'immensa sfera del raggio di 13 miliardi di anni-luce.
Potremmo parlare di esagerazioni d'onnipotenza, tipiche di specie vincolate ai granelli di sabbia dell'universo in cui vivono: ma sulla Terra non ci si accontenta certo di questo.
Infatti, gli "inquilini" più imbevuti di sapienza divina sanno dirci che questo Essere sia invisibile perchè non può essere precepito tramite i "vili" cinque sensi delle sue creature, in quanto queste ultime sono state create imperfette proprio da lui. L'Onnipotente non poteva crearle perfettamente identiche a lui: non avrebbe avuto senso! Probabilmente, il buon Dio pensava che la "perfezione" della Creazione sarebbe bastata a certificare la Sua esistenza, senza bisogno d'altre testimonanze.

Secondo certi scritti "sacri", dettati da Lui a degli uomini "superiori", la prima coppia umana, creata da Lui col fango "a Sua immagine e somiglianza", trasgredì ai Suoi ordini, macchiandosi di un peccato di disubbidienza che ne ha sancito la mortalità e l'allontanamento dal primordiale "giardino delle delizie" sempre da parte del medesimo essere onnipotente, buonissimo e misericordioso.
Dunque, alle origini ci sarebbe stata un'epoca in cui l'uomo non procreava, non moriva, non lavorava e non soffriva le pene dell'inferno: il destino dell'umanità sarebbe cambiato drasticamente circa sei millenni fa, per colpa di un serpente parlante e di una mela!

Dato che le "creature" sono imperfette e soggette a seguire gli istinti, c'è stato un tempo in cui Dio avrebbe sentito il bisogno d'incarnarsi in un corpo umano e discendere sulla Terra per morire inchiodato su due pezzi di legno incrociati: questo fu il bizzarro modo in cui egli, anzichè con uno schiocco di dita, aveva deciso di purificarle dai peccati scaturiti dalla trasgressione di Eva.
Essendo ben chiaro che le cose non siano certo migliorate, da allora il suddetto "Supremo Essere Invisibile" controlla ininterrottamente le azioni di ciascuno degli attuali sette miliardi d'individui sulla Terra, affinché non abusino del "libero arbitrio" che Egli, nella sua infinita bontà, aveva accordato loro (evidentemente già prima della tentazione di Eva): e dal momento che l'occasione fa l'uomo peccatore, ha imposto l'osservanza di un "decalogo", affinchè le creature righino dritte ed evitino la dannazione eterna.
Ne consegue che le creature dell'Essere Perfettissimo sarebbero imperfette sia per diritto di nascita che per una "macchia" successiva, causa sia di ogni problema nel mondo che — precisano ancora i dotti — dell'attuale invisibilità di Dio: che da quel momento in poi si sarebbe ritirato nei suoi ignoti luoghi, risentito per la troppa confidenza accordata agli ingrati inferiori!

Ragioniamo: dato che la volontà umana non potrà mai scavalcare quella divina, e dato che Dio deve per forza di cose sapere tutto in anticipo, tutto questo caos non potrà essere mai stato originato da una Sua "svista". L'essere onnisciente e onnipresente può mai distrarsi?
No: sarebbe più "logico" che si tratti di un piano premeditato, una specie di "gioco" architettato da lui stesso, per passare il tempo nell'interminabile eternità.
Dato che uno scenario così contraddittorio renderebbe grottesco un dio "infinitamente buono", i dotti sapranno dirci che Egli avrà sicuramente un "piano" incomprensibile alle vili creature, fatte a Sua "immagine e somiglianza" sul "migliore dei mondi possibili".
Parte 1 . Parte 2 . 
Copyight 2008/2009 Biagio Catalano - All rights reserved _ Best viewed on Mozilla Firefox at 1280 x 1024