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Anna - Non crede che sia appena appena "un po' eccessivo", pretendere di poter dimostrare "incontrovertibilmente"
e con "assoluta certezza" che Dio non esiste? Nessuno ha mai avuto una pretesa del genere.
R - C'è argomento e argomento, così come c'è ideale ed ideale per cui vale
veramente la pena battersi. Su certi argomenti possiamo avere una certezza
"assolutamente assoluta", a livello di capacità d'indagine; e sono quelli che, una
volta analizzati, vediamo desunti da nostre costruzioni e definizioni,
poiché nessuna evidenza indipendente (ad es., dio che appare all'uomo, a tutti
gli uomini del mondo contemporaneamente, e conferma d'esistere) li corrobora.
Il
"dubbio sistematico" ha un senso soltanto per quel che riguarda la ricerca in
campi che quantifichiamo, che riguardano settori a noi omogenei (ad es. la
fisica, la chimica, e simili): non possiamo configurarci e definirci in "eterna
ricerca" su un argomento che, per altri versi, definiamo comunque
"indubitabile" ma al contempo "inconoscibile", quale è quello
dell'esistenza di dio.
Su dio si dice di non poter pervenire a soluzione (epperò, la maggioranza
continua a crederci, anziché astenersi...), perchè il "furbo" prete primordiale
che ha sistematizzato questa figura si è parato preventivamente, dicendo che
esiste sì, ma è "invisibile"... Quando il pensiero critico ha
fatto passi avanti da queste stesse asserzioni, si è passati ad
aggiungere a questa arcaica nozione altre giustificazioni più "sofisticate", avvalendosi
anche di altri campi (ad es., la fisica), pensando così di far credere che
si parlasse di "cose nuove"; ma la critica ha smantellato pure
queste. Ora non sanno più cosa inventare; semplicemente si riciclano sul
passato, alzando il tono e riducendosi infine a dire che siamo arrivati alla
"fine del (loro) mondo". Sfido io...
In pratica, dio è stato smantellato partendo proprio dalle definizioni date da
coloro i quali lo hanno inventato: dunque, è implicito che in ciò insista un
grado di certezza assoluta.
La teologia persiste per presentimento; è costretta ad inventare
in anticipo sempre "nuove" costruzioni, perché presentisce che il grado
di stabilità delle precedenti è costantemente basso.
"Yussindaco" - ma voi studiate? sembra una domanda
idiota ma è necessaria, qual'è il Vs metodo? l'essere contro piegando
storia e documenti a Vs. comodo è serietà scientifica?qualche quaglia
potreste anche convincerla ma gli studiosi veri che considerazione
possono avere di voi? cmq. continuate così xchè va tutto a Ns
vantaggio...grazie
R - Ed ecco un altro "umile studioso"... Chissà cos'è mai che "studi", e
cos'è che desumi da questa "cosa" che studi. E di che "metodo" stai
parlando? Il "metodo storico"? Di che "documenti piegati" e "storia
piegata" vai cianciando? Quelli che parlano di un "dio incarnato"?
Davvero una letteratura credibile, scientifica e veritiera!
A scanso di equivoci, ti sto rispondendo solamente per aggiungere nella
pagina della posta l'ennesima prova esemplare della stupidità che vi
caratterizza: perchè sicuramente non hai nemmeno una minima idea di cosa
tenti di difendere, a meno che tu non sia soltanto l'ennesimo utile
idiota che approfitta dell'anonimato, senza nemmeno sapere cos'è ciò che
credi di criticare.
Gli "studiosi veri" stai sicuro: dovrebbero imparare la logica, prima di
far scrivere email a personaggi come te. Quaglie? Molto meglio degli
struzzi, che vanno sicuramente a vostro vantaggio.
E ora vedi un po' di perderti nel nulla da dove sei uscito, provocatore
da quattro soldi.
"Luca del Beato" - La logica è proprio quella che vi
smaschera, quindi imparate ad usarla voi! Chi cerca solo ciò che vuole
trovare che ca..o di ricercatore è! Non sono un provocatore ma un
provocato dalla violenta falsità delle vs. informazioni... nascondere o
inventare verità vi ha contraddistinto fin dall'inizio e i Santi Padri
(quelli che a voi sono mancati) hanno pure confessato (citando e non
nascondendo i vs. testi e le vs. teorie) che ciò è stato di somma
utilità per la Verità e l'Unità della Chiesa di Gesù. Fin dall'inizio
chi ha versato il suo sangue e non ha certo reclamato il vs. vi ha
smascherato e vinto. La perdita di testi importanti è una vera perdita x
la cultura, il loro ritrovamento è una ricchezza, ma questo non c'entra
con l'attendibilità di tesi oltretutto in pieno contrasto fra loro... se
tutto è verità niente è verità e se la verità risulta illogica e
incomprensibile a chi c..o giova, e se non è Dio ad andare incontro
all'umana miseria chi potrà farlo bene al posto Suo, e se la verità è
per pochi chi è il nemico dell'umanità, e se il Cristo gioca a fare la
rockstar ante litteram invece di proclamare le beatitudini non è forse
un antipatico imbonitore? E se i figli e l'amore coniugale non fossero
benedizioni di Dio nell'ordo naturalis non saresti un bastardiello del
cavolo anche tu? E se fra il creato e il creatore non vi fosse sintonia
o peggio ancora vi fosse necessità di mediazioni a terzi non
risulterebbe Dio il primo e il peggiore degli incapaci? Grazie x gli
insulti non li contraccambio e neppure stavolta ti dico chi sono. Se Dio
non è bello da vedere e non è bello starci insieme... meglio lasciarlo
lì.
R - È assolutamente
inutile perdere tempo a commentare le immense cagate che scrivi; si vede
che sei senz'altro un povero idiota auto-convinto, servo e vile senza
cervello nè dignità, che prende spunto da qualcuno ancora più inutile di
te, perfetto specchio di un sistema nel quale il ragionamento è un
optional.
Comunque, dato lo "stile", rischi già di svelarti come un prete
(elementi per natura coraggiosissimi, con la pelle altrui) o qualcosa di
simile, magari qualche ipocrita che mi ha già scritto. Cambia email,
cambia nome altre 400 volte: fai, fai pure...
Quindi, cosa dovresti mai avere da rispondere agli insulti che meriti e
strameriti? Da bravo cretino (pardon: cristiano...) devi soltanto
porgere l'altra guancia: io no.
Se proprio vuoi fare qualcosa di utile, informandoti sul serio e
liberandoti quella testa di spillo arrugginito dalle ridicolaggini che
ci hanno messo dentro, leggi i miei libri; avrai sicuramente parecchio
da imparare, a giudicare dal livello abominevole in cui vegeti.
Adios, prete.
"L" - dai non esagerare i libri sono altra
cosa...anche alla vanità c'è un limite e i tuoi oltretutto sono
lampanti...ci stiamo ridendo in massa! hai un intuito formidabile da
vero illuminato degno dei tuoi maestri...non hai azzeccato niente delle
tue supposizioni su di me...continuiamo a ridere in massa...praticamente
il tuo sito è diventato in brevissimo tempo la comica della
facoltà...sei fantastico...illuminaci ancora simoncino maghetto.
pure il demoniaccio così disse "...conosco Gesù e conosco Paolo ma a voi
non vi conosco...e li picchiò lasciandoli a terra moribondi" Il tuo
linguaggio è il tuo specchio!
Su una cosa hai ragione per parlare con te troviamo + adeguati titti e
gatto silvestro...o sono troppo anche loro? beh ci ragioneremo su! ...ed
ora un bel caffè! Detto fra noi... ma non è che sei tu a non aver mai
studiato un emerito c..o in vita tua!...non è che sei tu ad essere
radiocomandato da opache attività oniriche? ammettilo dai...mica sei il
primo e non sarai l'ultimo
praticamente come berlusconi una via dimezzo fra una comica e un
disonesto e guarda caso anche lui si ritiene gnosticizzato...
va bé basta abbiamo detto caffè e caffè sia...e caffè fu!
R - Un grande poeta amava dire che la vera natura di
un "uomo" si vede da ciò che reputa ridicolo: nel tuo caso, trattasi
sicuramente di un profilo molto depresso, per cui, che tu sia uno
studente laico, un seminarista, un prete o qualcos'altro di simile, la
differenza sarebbe soltanto nominale. Dunque, non ci avrei visto nulla
di ridicolo in ciò che ho ipotizzato; né me ne sarei preoccupato,
qualora non avessi dimenticato per un attimo che il riso sovrabbonda
solo in bocca ai fessi! :-D
In effetti, come diceva un altro poeta, è vero che nulla di tutto ciò
che piace a questi ultimi può essere veramente grande: ciò vale
soprattutto per certi asini che si arrabattano a
propalare un "dio sommo" che crea "l'universo dal nulla", e discende
sulla Terra per salvare l'umanità dal "peccato" morendo in croce e
resuscitando 3 giorni dopo (è chiaro che poi occorreranno secoli di
"teologia", per conformare ciò ad una falsariga di "raziocinio").
Del resto, a parte la vigliaccheria, riveli dal tuo livello di
contenuti, sintassi, ortografia e grammatica davvero sconsolanti, il
tipico livore di un elemento debolissimo e turbato, e perciò
febbrilmente bramoso di tentare la carta della denigrazione (che
d'altronde non è nemmeno efficace, dato che sei persino "costretto" a
censurarti...), per motivi altrettanto ovvi: in caso contrario, non
saresti qui a continuare a rispondere a tambur battente, senza apportare
alcuna motivazione nè argomento plausibile.
A tutto ciò, sono comunque spiacente di deluderti, ma per me le sinfonie
di ragli come i tuoi sono piuttosto motivo di vanto: ci vuole ben altro
per impensierire uno come me.
Se continuo a darti corda (perlomeno finchè non mi sarò annoiato, dato
che la casistica di coglioneria che ti riguarda è già stata
abbondantemente illustrata), è solamente a soddisfazione della voglia di
ridere dei miei lettori: ti assicuro dunque che, sebbene anonimo
(fortunatamente per te), sei già molto famoso col minimo sforzo, negli
ambienti internettiani.
Grazie d'esistere, piccolo grandissimo buffone di corte del cabaret
globale.
(N. B.: Il mittente in questione ha inserito il mio indirizzo nella
sua blacklist, impedendomi di inviargli qualsiasi altra email di risposta alle
sue provocazioni: perfetto esempio di quanto da me sempre sostenuto riguardo
alla vera natura di questo tipo di personaggi).
"God is Love" - mi fate ridere. che visione acritica della
scienza! l'aria non si vede ma c'è, il vento nn si vede eppure muove le cose.
che tristezza vivere sperando solo nelle forze umane e nella sua scienza;
scienza che nel mondo ha portato spesso a morte (talora venga usata per scopi
bellici o altro).
Il mondo va a rotoli perchè l'uomo crede solo in sè e in quello che la sua mente
riesce a fare. chiedete personalmente a Dio che intervenga in qualcosa della
vostra vita; mettetelo alla prova nella vostra vita privata e vedrete se non
interviene. Allora non sarà coincicidenza, ma sarà stata la mano di Dio. Dio è
vivo non è come lo descrive la religiosità dell'uomo (perchè è solo quella che
prendete in considerazione per colpirla).
(N. B.: impossibile rispondere a quest'altra email, pervenutami il
giorno successivo all'ultima inviatami da "Luca Del Beato"/"Yussindaco", in
quanto l'email è inesistente).
Francesco - Non sono un cattolico "doc" ....non so se mi spiego bene..... Di fronte a tante cose lette...mi riesce molto difficile dare un parere con una risposta sintetica. Spesso... a volte anche troppo....l'uomo si perde in teorie e in una infinita serie di ..bla... bla... Sono un credente ma non mi sento un credulone e sono convinto di avere molta meno fede di un ateo che
"credo" si accontenti molto più facilmente di me…. Mi stupiscono le certezze assolute, certe teorie e i bla bla e mi chiedo di cosa sarebbe capace l'uomo se invece di avere solo cinque sensi ne avesse avuto .... magari una cinquantina...!!!!!! ;-)
Sono sicuro che anche voi siate convinti che i bla...bla...il pensiero e i sogni di ogni uomo non sono altro che solo il meraviglioso frutto di questi ...cinque ...e che senza..... un uomo varrebbe, forse, molto meno di un fiore.
Ieri, infatti, è morto un uomo....che personalmente non ho seguito tantissimo… ma credo che per rendersi meglio conto e giudicare il suo pensiero e le sue azioni, forse basta osservare con un po' più di attenzione ciò che sta succedendo sul pianeta in queste ultime ore. O no???
R - Comprendo il suo punto di vista, ed apprezzo la sottolineatura sul fatto
che non provenga da un "cattolico doc".
Quanto al discorso sul "dubbio", questo non mi stupisce: sta
ripetendo luoghi comuni, magari mnemonicamente appresi, o frutto della necessità.
Vede, il "blablabla" deve essere distinto: è singolare il fatto che, se si parla
di blateramenti provenienti da chiesa ed
organismi analoghi connessi, ciò non genera alcun dubbio, poiché per
l'appunto, tramite una corretta e continua propaganda (come scritto in vari
articoli delle Selezioni), alla gente è fatto percepire che il discorso su dio è
qualcosa di chiuso, che la critica ha fallito, ed altro del genere. Se così
fosse stato veramente, non saremmo qui, non crede?
Si tratta, in effetti, di un tipo di "dubbio" abbastanza curioso;
come dire, prendendo in prestito Voltaire, chi non ha dubbi sul fatto che dio non esiste, è
presuntuoso o idiota. Ma dall'altro lato, a questi "umili di dio" non
sorge per niente l'idea che essi stessi, in fondo, non hanno alcun dubbio sulla esistenza del loro
feticcio... Quindi, pare chiaro che i dubbi debbono averli soltanto coloro i
quali non concordano con chiesa e affini.
Quanto a Wojtyla: se dovessimo mostrarci pietosi non dico per ogni papa, ma per
ogni prete che passa a "miglior vita", faremmo soltanto buonismo
italiota del più tipico. Parecchi atei gli sono indubbiamente grati perché,
grazie a lui, la chiesa ha portato alla luce il suo vero volto, consolidandoci nel nostro dissenso.
Non si faccia ingannare dalla promozione mediatica,
che strumentalizza l'uomo, i suoi sentimenti e le sue sofferenze, specie se non
si collega il tutto al fatto che costoro sono portavoce di un mito riadattato;
di là da alcuni meriti, si è trattato indubbiamente di un personaggio assai
controverso. Ma non creda: fra qualche giorno la folla riporrà attenzione sul nuovo
pontefice, e Wojtyla sarà
solo un ricordo, come tutti gli altri "migliori papi della storia" che lo hanno
preceduto. Dire che questo sia "il migliore", è fare un torto a tanti altri; ma
ai fedeli non importa, a quanto pare. Leonardo - Salve, sono uno studente in lettere di 24 anni. Mi interesso
molto e da qualche tempo alle tematiche da voi trattate, vorrei
pertanto porvi una domanda: questo benvenuto "vuoto" che hanno
finalmente lasciato le nostre multiformi divinità, nella mente di
noi non-credenti come sarà rimpiazzato, da che cosa, da mero
materialismo? Siccome non credo in questa sbrigativa alternativa, e
siccome custodisco già una mia risposta, tengo molto a un vostro
parere. R - La domanda che ti poni è interessante. Proverò quindi ad essere
esauriente. Il problema non credo sia quello di "rimpiazzare" (che
implica anche delle paure, oltre ad essere comprova del fatto che
"dio" è un "tappabuchi"), bensì quello d'essere consci che, quando
una data nozione è omogeneamente condivisa, non dovrebbe creare
alcun problema di sorta.
Se iniziamo a parlare di "nicchie", di "detentori" di una data
nozione, è chiaro che questa condivisione sia illusoria; e
dall'altro lato, poiché la diffusione di una certa nozione (nel
caso, l'inesistenza di dio e simili) è cosa assai ardua sia per
ordine di tempo che d'insistenza di altri fattori ben noti, potremmo
anche arguire che tale condivisione sia
potenzialmente destinata ad essere limitata in maniera "elettiva"
soltanto - appunto come dici - ai non-credenti; i quali, essendo
tali, non penso abbiano alcuna necessità di "riempire" un "vuoto"
creato da qualcosa che loro riconoscono già fallace. Né, d'altronde, di
sostituirgli qualcos'altro (che dovrebbe comunque essere congruo al
precedente, quanto a valenza).
In genere, potremmo dire che la consapevolezza di quel che è una
data cosa, è già una "mezza cura" del problema da essa provocato (se
si è nel caso).
Il discorso del "materialismo" è una classica trappola che punta su
svariate mozioni dialettiche felicemente sfruttate dall'apologetica
di ogni "rango"; evita di caderci. È smaccatamente falso e
proditorio che un "ateo" debba per forza di cose essere
"materialista" (nell'accezione deleteria del termine: ad es.,
incapace di "sentimenti", ove i "sentimenti" sono malamente intesi
come "frutto dell'anima", pur essendo, come sappiamo, frutto di
reazioni tra ciò che siamo e ciò che interagisce con noi, che
provoca delle "senzazioni" promosse da agenti chimico-fisici del
nostro corpo), sebbene, in fondo, tutto ciò che ci pertiene è
materia.
Dovremmo, piuttosto, conciliare la nostra elettiva incapacità di
districarci nel rapporto macrocosmo-microcosmo (di cui noi siamo
"medio proporzionale"), che è una causa del parlare di
"spiritualità" e "crassa materialità". Andrea -
Girando per il web, mi sono imbattuto nel blog [URL - omesso] che, tra molti altri, ha
listato pure il suo sito, in una lista definita "alcuni siti che sono inaciditi
contro la chiesa cattolica (c'è da sghignazzare oltre che piangere per la
deficienza nostra e loro)". Che ne pensa di cose del genere? R - Prima d'ora non avevo avuto alcuna nota riguardo al blog in
questione (e non me ne meraviglierei, ora che lo vedo), ma, data la qualità, diciamo che, se tutto questo è quanto sanno fare i "fedeli elettronici",
possiamo dormire tranquillamente tra quattro guanciali. Vi impera chiaramente il
detto "più ci attaccate, più crediamo", ma a senso unico; basta osservare che
non consentono nemmeno di replicare. Per quanto mi riguarda, vedere, oltre il
mio, anche alcuni siti d'indubbio valore denigrati in questo modo (ad es. un
illustre e molto ben fatto sito di filosofia), meriterebbe più che la semplice pubblica gogna. Di solito evito i giudizi
sui siti altrui, specie quelli dei "nemici": ma questo l'ho espresso
volentieri già solamente per tale motivo. Piero / Pietro - Ciò che ho letto mi sembra zeppo di molti pregiudizi e generalizzazioni, nel senso che alcuni credenti sono come vengono qui rappresentati, ma tanti altri, come credo il sottoscritto, no. Io sono credente, ma continuo ad essere un uomo alla ricerca che continua a confrontare i motivi per credere ai motivi per non credere.
Nel sito ho trovato una forte incapacità di mettersi in discussione: una fede cieca nella non fede. Una fede cieca nella razionalità, che altro non è che il prodotto limitato del nostro cervello di uomini del XXI secolo.
Quante volte la storia ha smentito verità assolute prodotte dal pensiero razionale di un determinato periodo?
Credo che farò qualche altra capatina su questo sito, come su [URL - omesso]. Invito però voi redattori a leggere senza troppi pregiudizi gli scritti dell'attuale papa e di altri pensatori che con argomenti razionali ed onesti sono giunti a conclusioni completamente opposte rispetto alle vostre.
R -
Vede, se lei avesse posseduto "apertura mentale", non avrebbe certamente scritto
cose del genere, e sicuramente non sarebbe affatto un credente. Lei, vedo, si
perita di definire "opinioni" quelle altrui, laddove le sue credenze sono
chiaramente indubitabili, verità assoluta, "una fede cieca nella fede".
Quella che chiama "incapacità di mettersi in discussione" non può sussistere nel
caso di chi è perfettamente certo dell'inesistenza di ciò in cui crede lei.
Quanto alla storia che "smentisce" la "ragione", essa è fatta anch'essa da
uomini, purtroppo: uomini completamente diversi da personaggi che, per mestiere
e tornaconto, giungono permanentemente a conclusioni "diverse dalle nostre".
Purtroppo per voi.
Non vedrei dunque alcunchè di nuovo, in questo suo sfogo. P - La risposta
mi sembra eccessivamente risentita ed è assolutamente gratuita. L'equazione:
credente = assenza di apertura mentale. Inoltre, come ho scritto, io non ho una
fede cieca nella fede: come lei, sono alla ricerca. La differenza è che io in
questa ricerca parto dalla mia fede dubbiosa, lei parte dal suo ateismo, che,
tuttavia, mi pare molto poco dubbioso.
Probabilmente per lei l'assenza di dubbio è un merito, mentre per me non lo è.
Chiarisco infine che non era mia intenzione entrare in polemica e pertanto mi
scuso se quanto ho scritto ha suscitato irritazione.
P.S. Io ho conosciuto uomini di fede che per mestiere e tornaconto, giungono
permanentemente a conclusioni diverse dalle vostre, ossia credenti
intellettualmente poco onesti, ma ho conosciuto e conosco credenti che sono fior
di galantuomini (che traggono le necessarie conseguenze dalla loro fede) e
persone fortemente dotate intellettualmente. Mah, continuo a pensare che
generalizzare sia sempre errato. R - Mi scuso se sono apparso "risentito": mi
capita spesso quando mi pervengono email che non iniziano nemmeno con una forma
elementare di saluto (nelle quali poi si passa immediatamente alla fase critica). Magari
la mia prevenzione sta tutta qui.
Venendo a cose serie, l'appunto che lei ha fatto nella sua prima email era molto
sicuramente rivolto all'articolo "Ogni sorta di credente", nel quale m'era
sembrato chiaro che, a parte l'ironia di fondo, si stesse partendo da una
demarcazione "manichea", ovverosia estrema.
Da cui, si sarebbe dovuto capire che, a prescindere dalle nuances che lei
sottolinea ("credenti onesti" ecc), si stava trattando di credenti fanatici,
estremi, che mettono alla base del loro comportamento la religione, e sono
capaci di qualunque cosa per essa, anche oltre qualsiasi evidenza.
E sempre a prescindere, la formazione religiosa inficia comunque la personalità,
quando viene in contrasto sulla validità della formazione
stessa.
Per cui, ha poco senso definire un credente "onesto", se, pur dopo "attenta
analisi", non riesce comunque a pervenire ad un risultato oggettivo: ossia, che
credere in dio non ha senso, dato che dio non esiste. Ma è anche chiaro che, finchè ci si porterà appresso il "sacco amniotico", non sarà possibile vincere
la forza gravitazionale della superstizione religiosa che ci ha formati.
Si può anche essere intrinsecamente "brave persone", ma quando si è credenti è
comunque difficile essere obiettivi: e questo è il vero problema di fondo che rimarcavo.
Le "brave persone", purtroppo, non fanno andare avanti il mondo: a farlo sono
l'altra categoria, quella dei truffaldini interessati. Da cui, è impossibile
trovare un compromesso, o un punto in comune, o figurarsi simpatia per costoro e per i credenti in genere.
Quanto al generalizzare, non sono soltanto costoro, a farlo: è opinione comune
che l'ateo sia quanto di peggio esista, e questo sia per il barone della chiesa
che per la casalinga avvezza alle telenovelas. Se casomai ciò non fosse anche opinione
sua, la ringrazierei, ma non farebbe testo; in quanto, guarda caso, a
contare in questa specifica circostanza è appunto la generalizzazione, quella
della maggioranza pilotata dai "baroni". Aldo -
Salve. Volevo chiederti: ma l'ateo deve essenzialmente dimostrare che Dio non
esiste, o accontentarsi di sapere che è così? R
- Concordo sicuramente che un ateo continuamente assillato dal dover dimostrare
che dio non esiste, sia uno spettacolo preoccupante: ma dall'altro lato, occorre
anche ricordare che molto spesso è giocoforza ripetere costantemente come stanno
le cose, dato che le superstizioni sono dure a morire, poiché godono del
supporto delle masse ignoranti e dei governi che, oggi più che mai, le usano per
anestetizzarle. Così sarà fin quando la realtà dei fatti non sarà diffusa
ovunque, e le superstizioni scremate dalle tradizioni distorte ad esse aggiunte,
nonché archiviate. Non è vero che questo è utopia: è solo una questione di
"imposizione" univoca da parte dei governi; se una "imposizione" proviene dai
governi, la gente la accetta comunque. In fondo, così è stato anche per il
cristianesimo. Emilio - Premetto che sono credente.. Ho letto parecchie pagine del sito, ma ho una domanda, cosa ne pensa
dei casi di guarigione miracolosa? R - Tempo fa, un amico mi chiese come mai molti medici, presentati
casi di malattia dalla causa apparentemente inspiegabile, non hanno saputo
diagnosticare nulla; perché si trattava di "possessione demoniaca", o di
malattie poi scomparse grazie a un "miracolo". Orbene, anche in questo caso
rientriamo nel campo delle specializzazioni facilmente asservibili alla
religione. A parte che esempi del genere sono un classico cavallo di battaglia
dei promotori religiosi, c'è da dire che l'attinenza di certe professioni a
realtà come quelle del dolore umano, in connessione con la meraviglia per
il biologico derivata dalla specializzazione nel campo, le rendono molto prone
ad essere uno specchio di promozione indiretta della religione (non
dimentichiamo che il simbolo dei medici è in fondo la verga di Asclepio, una
variante del caduceo di Hermes, ossia il Logos; vale a dire, il nehustan di "Mosè".
Una croce, insomma).
Non dobbiamo neppure dimenticare che questi casi siano proporzionalmente pochissimi, ed ancora
meno sono quelli più estesamente documentati. Ma su questo si tace molto
volentieri. Massimo - Leggendo una pagina del
sito, mi è sembrato di capire che esisterebbe un rapporto fra malessere
economico ed esistenziale, che si riallaccia a momenti di crisi globale,
sentimenti apocalittici e quanto altro del genere (ipotizzo che lei volesse dire
questo). Come spiegare allora i fenomeni naturali, che chiaramente non dipendono
da cause umane? R - Per quanto riguarda i fattori
"incontrollabili", ad es. fenomeni naturali catastrofici sempre più frequenti,
che incrementano il senso dell'apocalittico e di malessere, non sarei poi così
sicuro che nella loro accentuazione non concorrano anche cause umane. Come avevo
accennato in un altro articolo sulla "fine del mondo", in un certo senso
dovremmo considerare quanto possano influire le negligenze e le deliberate
perpetrazioni distruttive (vedasi ad es. il rifiuto di firmare il Protocollo di Kyoto da parte di Bush,
fervente "paladino cristiano", che conduce "guerre sante" in
nome di "dio") del mondo occidentale nei confronti del pianeta. Dall'altro lato,
ricorderò che nella letteratura di "curiosità" laica esistono tanti casi simili
a quelli biblici (piogge di rane, di sangue, ecc.: i cosiddetti "casi forteani",
da Charles Fort) che nessuno si sogna di far inerire ad eventi divini, poiché
non sono citati in "testi sacri". Simona - Il mio
ragazzo è credente, io no. A parte il dilemma "chiesa o comune", è possibile
formare una famiglia tra persone che hanno ideali opposti? R - Penso
sia perfettamente possibile, anche se a lungo andare non potrei dire che
stabilità possa esserci, tenendo conto del problema dell'educazione dei figli,
delle amicizie, e tanto altro. La domanda che mi fai è un classico, ed è molto importante,
perchè dimostra appunto in che modo le ideologie di norma riescano a
condizionare persino i sentimenti, dato che implicano fattori d'appartenenza di
gruppo e di imprinting di "personalità" molto forti. Difatti (e lo
dico per esperienza maturata da vari casi da me conosciuti), non di rado
parecchi rapporti del genere naufragano sul nascere non appena uno dei due ha
saputo che l'altro segue una convinzione opposta.
Mirko - Come si può fare per staccarci veramente dal potere, che la chiesa cristiana ha su di
noi italiani. Nonostante la breccia di porta pia del 1870?R - Caro Mirko, la
chiesa purtroppo è stata tenuta in vita pur dopo l'annessione di Porta Pia,
appositamente per fungere da ammortizzatore delle malefatte del governo
italiano, dove la forza militare interna fallisce; pertanto difficilmente
qualsiasi azione di forza proverrà dall'Italia. L'unico modo consiste comunque
nel toglierle gli "oboli" statali, confiscarle le proprietà e gli archivi (con
cui ricatta vari governi), e riannettere il Vaticano. Ma dubito che le ultime
due cose possano accadere (sono "stranieri", in fondo); a meno di un qualche
colpo di stato, od invasione, o manovra interna. Valentino -
L'ultima della serie che mi è capitata: una ragazza mi ha detto che la prova
dell'esistenza di Gesù è la Sindone, che "addirittura" ha delle tracce di
sangue. Probabilmente si è persa una ventina d'anni di di studi e dibattiti sul
tema, ma non ho voluto infierire più di tanto dato che è molto simpatica. Non sa
quanti se ne vedono di giovani anche intelligenti che diventano vittime della
religione! Dopotutto cercano un "senso" e non si rendono conto di chiudersi in
un preconcetto. Io lo so perchè all'università ne vedo abbastanza. La classica
argomentazione è quella del sentimento emotivo della fede, che sgorgherebbe
"naturale": io provo a parlarle di sociologia, psicologia e meccanismi di
propaganda ideologica, ma c'è poco da fare, sono così disperatamente attaccati a
questo che è difficile fargli capire con lucidità certi questioni. Certo capisco
che siano anche molto difficili da digerire certe cose che smitizzano la nostra
vita. Sembra quasi ci sia una sorta di censura della ragione su certi temi tabù:
si arriva fino ad un certo punto, ma non si ha il coraggio di andare oltre, per
paura, e trarre in maniera integrale determinate conseguenze. Un saluto e la
solita stima. R - Vede, non mi meraviglio: queste tirade popolaresche
sono tutto quanto l'imbevimento clericale è capace di produrre in Italia.
Malauguratamente, sono espresse da individui che fanno parte della massa, quindi
la maggioranza; il che è altamente preoccupante. Riflettono alla perfezione lo
stato sconsolante dell'Italia dal punto di vista culturale, con tutto quanto trascende poi in
qualsiasi altro aspetto, dalla politica all'economia al costume. Si
meraviglierebbe dunque se in un paese del genere la gente oggi stia a pensare
prevalentemente a fiction, cellulari, yogurt e prodotti per capelli? C'è estrema
vacuità e disomogeneità: ma la cosa più grave è che chi conosce la realtà dei
fatti deve sentirsi chiamare "eversivo".
La fede non sgorga affatto "naturale", come costoro ripetono roboticamente. Lo
sappiamo sia io che lei che tanti altri meno superficiali della norma. E parlare di scienze
applicate al fattore religione, è tempo perso (o probabilmente non con i dovuti
metodi), in primo luogo perchè crederanno sempre che si stia cercando di
"corromperli" o addirittura paradossalmente d'avere a che fare con propagandisti
(!), ed infine perchè l'essere umano odia che certi argomenti vengano scorporati
dall'inconscio, poichè così facendo si annullano tutte quelle funzioni
"spontanee" legate ad essi, dunque vanificandole (da cui, come lei dice
giustamente, anche paura di andare oltre).
La religione è semplicemente un elemento improprio, artificiale ed altamente
parassitico delle caratteristiche naturali di specie, che - queste si - sono
innate, spontanee. Un "segreto di pubblico dominio", integrato nel collage
culturale locale del pianeta; pertanto, pur se facilmente deducibile come cosa
falsa da chiunque, costoro si bendano e fanno rumore con la bocca, per far finta
di non sentire altre campane. Un caro saluto. Alessio - Il diavolo ("colui che separa") agisce in molti modi, e questo sito ne è un'esemplare manifestazione.
Il Cristianesimo non pretende nulla e non chiede nulla, consiglia solo agli
uomini di Amare e di Amarsi l'un l'altro. L'ateo è colui che si ostina a non
"ascoltare" questo semplicissimo principio, non perchè non ne sia consapevole,
ma solo perchè è molto più rassicurante e semplice odiare, e sicuramente più
"proficuo", non solo in termini economici. L'ateo non potrà tuttavia mai essere
pienamente felice, nè soddisfatto, perchè comunque è e sarà sempre solo. R-
Gentile amico, in primo luogo, "diavolo" significa casomai "colui che tende
insidie" (dal greco diabolè): già questo basterebbe a far vedere come quel che
lei scrive sia null'altro che la ripetizione di frasi fatte e idee tanto stantie
quanto abusate. L'ateo, quanto ad altro, è piuttosto colui il quale si "ostina" a
dimostrare comprensione per questi abusi, anzichè fare (come facevano i suoi
preti) di tutta l'erba un falò. Ed in questo l'ateo, gliel'assicuro, è comunque
più che felice: meglio soli, che mal accompagnati. Quanto a "termini economici",
poi, stia ben certo: anche su questo la sua chiesa è sicuramente assai
esperiente. A buon intenditor, poche parole. "Zieta" (email
spuria) - non credete che il termine vaticanate sia un pò troppo stupidamente
offensivo? credete che per fare critica basti disprezzare ciò che si critica? la
critica dovrebbe essere un qualcosa di costruttivo non offensivo... R-
Non se ciò che si critica è di per sè intrinsecamente stupido, quindi offensivo
per l'intelligenza della gente: basta dare un'occhiata. Quindi, semplicemente ci
si adegua al suo contenuto. Paolo - Sembra che la fiction
tramessa su Rai1 ''Inchiesta su Gesù'' abbia quale fondamento il passo
dell'Apologetico di Tertulliano (V,2) in cui l'autore dice che Tiberio sottomise
al senato l'approvazione del cristianesimo quale religio licita. Il
senatoconsulto rispose ''no''. Potrei avere un suo commento su tale passo di
Tertulliano che non mi convince troppo? R - La pretesa di Tertulliano
è, al pari di parecchie altre sue affermazioni, rimasta tutta nelle sue parole,
al punto che il lettore non dovrebbe stupirsi; pretendere che siano stati i
romani a coniare un appellativo relativo ad una setta, peraltro formata da circa
4000 individui (e questo a Roma, contro 60.000 ebrei circa) ancora agli inizi
del II secolo, e soprattutto in contraddizione con quanto dice Paolo (per il
quale il termine "cristiani" fu coniato ad Antiochia, ben trent'anni dopo questo
fantomatico evento!), fa sicuramente pendant col famoso rescritto neroniano,
citato ancora da lui soltanto, perchè da lui stesso inventato (come assodato
tempo fa dal cattolico Bourgery). E chiaramente, il "senatoconsulto" non poteva
dire di si: altrimenti la storia (quella vera) sarebbe cambiata, e davvero
avremmo avuto la prova che siano stati i romani, ad aver chiamato i galilei
(come erano noti più correntemente, pare) "christiani", se non "chrestiani".
Ormai nessuno studioso che abbia una pur minima decenza può prendere più in
considerazione simili "dati". Ma è anche chiaro che gli "studiosi" cristiani
facciano una categoria a sè. P - Sul sito di Cascioli, l'autore parla
di un certo Poggio Bracciolini che avrebbe taroccato il famoso cap. XV,44 degli
Annales a proposito dell'incendio di Roma per giustificare la morte di Pietro.
In rete qualche sapiente ha detto che Cascioli ha preso una cantonata dal
momento che iil cap. XV degli Annales è conservato in un codice beneventano del
secolo XI (il Mediceus plut 68.2) tuttora custodito alla Biblioteca Medicea di
Firenze, scoperto da Zanobi da Strada e dal Boccaccio (fiorentini), sempre
restato a Firenze, mai andato a Roma da nessun segretario pontificio.
Io ho provato a chiedergli lumi ma non mi ha dato una risposta molto convincente
(fra l'altro l'ho cancellata per errore ma non diceva nulla di probante). Fra
l'altro in rete ho trovato un testo in inglese, ovvero ''Tacito e Bracciolini''
scritto alla fine dell'800 da John Wilson Ross il quale sostiene che gli Annali
siano stati tutti falsificati dal Bracciolini.
Mi rendo conto che ognuno tira l'acqua al suo mulino, ma qual'è la sua opinione
in proposito?
R - Dal mio punto di vista, è più probabile che gli scritti tacitiani
siano stati falsificati da qualcun altro molto prima, anzichè da Bracciolini
(che è stato uno dei più grandi umanisti italiani, e non certo felice col clero;
non avrebbe avuto alcun motivo per modificare certi passi a vantaggio del clero
stesso). Per quanto riguarda la corposa trattazione di Ross, pur ottimo
studioso, siamo nell'ambito di un tentativo che, sebbene presenti parecchi
corretti dati di fondo, per il resto è assolutamente perdonabile, tant'è che oggi, coi
moderni strumenti e tecniche, lo si considera con parecchie riserve. Mariella - Sapevo già qualcosa di
tutto ciò che ha trattato nel suo sito. Diciamo che mi sono trovata "in bilico"
tra i due estremi (forse "agnostica"?). La mia curiosità, e forse il mio lavoro
o la mia formazione nel settore dell'istruzione, tra l'altro, mi hanno portato a
chiedermi di più, ed ho trovato il suo sito, nel quale ho trovato sistemati - se
così posso dire - tutti i miei interrogativi. Certo, ammettere alla mia età, da
anni sposata e con figli grandicelli, che viviamo in un immenso raggiro, ed
averne ora la certezza, francamente è un po' pesantuccio (come potrei dire: "disorientata"?). Ma la ringrazio comunque per avermi dato questa certezza su
cose, che fino a poco prima sospettavo soltanto, senza averne prove convincenti.
R - Sono contento d'aver contribuito, nelle mie pur umili possibilità, a
consolidare la sua prospettiva in un ambito quantomeno ottimale. Il
"disorientamento", mi creda, è soltanto un attimo passeggero in una transizione
che è comunque quasi "giocoforza": non ne abbia timore, e non getti mai la
spugna.
Stefano - Ho letto con vivo interese alcune pagine del Suo sito di
critica religiosa, in particolare di critica del Cristianesimo. È senz'altro
meritoria l'opera di diffusione di "controinformazione" sulle credenze
cristiane, ma avrei personalmente preferito uno stile ed espressioni meno
involuti. Debbo inoltre aggiungere che non mi capacito del fatto che molti siti
(intendo italiani) di critica religiosa e del Cristianesimo in particolare
ignorano o quasi una delle più consolidate vie di demistificazione della
religione cristiana: tale via consiste nel mostrare che Gesù detto il Nazareno o
il Nazoreo e poi detto il Cristo e, dopo di lui, i suoi primi seguaci
attendevano il prossimo avvento del "Regno di Dio" e non una società umana
destinata a durare indefinitamente. Questo appare chiaramente da numerosi passi
dei Sinottici e delle epistole incluse nel Canone (si pensi, ad esempio, alla
prima lettera di Paolo ai Tessalonicesi). Questo inquadramento del cristianesimo
delle origini come movimento apocalittico o "millenaristico" pone ovviamente e
necessariamente l'accento sull'illusione della quale sarebbero cadute vittime lo
stesso preteso "fondatore" della nuova religione, gli "apostoli", nonché,
ovviamente, gli stessi comuni fedeli; si tratta, quindi, di un'impostazione che
confligge con il dogma cristiano di Gesù come Uomo-Dio, che, in quanto tale, non
potrebbe ingannare, né ingannarsi.
Lei fa accenno alla questione della "fine del mondo" nel suo articolo di
conclusioni sul "dio ignoto", ma inquadra tale problematica, con riferimento
anche ad alcuni passaggi della Seconda Lettera attribuita a Pietro, nella Sua
tendenza a vedere come fattore predominante nell'evoluzione e nello stabilirsi
della nuova religione la sua strumentalizzazione da parte del potere costituito,
che indubbiamente vi è stata - e si pensi solo a Costantino e all'epoca
successiva - ma non, a mio avviso, in maniera tale da poter ritenere che la
nuova religione con il Suo apparato dogmatico sia il frutto, come Lei scrive, di
un piano studiato a tavolino, deliberato e premeditato.
R - Le espressioni sono a volte ironiche, volutamente, in stile con certe
pretese "aulicizzanti" con le quali i teologi e gli apologisti esprimono le loro
assorte ed estatiche tesi. Sono certo che a tratti ciò possa risultare
controproducente, ma non ho saputo resistere alla tentazione.
Il discorso delle "profezie" rientra tutto nel quadro di qualcosa che è stato
costruito di modo tale da creare un comodo legame ridondante tra Bibbia e
vangeli; il loro fallimento è chiaramente un fallimento pre-calcolato.
Consideriamo ad es. la "seconda venuta": è chiaro che questa non si sia mai
verificata (il che spinse Paolo a procrastinarla, senza che i suoi ascoltatori
notassero la pochezza di divinità tanto inconcludenti quanto emendabili), se non
- al limite - nell'ottica di una "seconda venuta" del "vero messia" (cioè
Vespasiano, secondo Flavio) nella persona di suo figlio Tito. Di cui mi sono
ripromesso di parlare più che altro nei libri che ho intenzione di pubblicare.
Sono conscio anche del fatto che molte cose risultino assai rimaneggiate, ma è
stato giocoforza; ho cercato di privilegiare la sintesi, poichè una critica
pignola di tutto ciò che riguarda il cristianesimo avrebbe richiesto molto più
spazio, col rischio d'annoiare il lettore. Mi sono dunque affidato alla speranza
che i "palati fini" cogliessero quantomeno la realtà della sintesi. E dovrebbe
essere chiaro che, alla luce della sintesi (cioè, che il cristianesimo sia una
costruzione su un personaggio distorto), fattori come il millenarismo e le
profezie fallite siano più che altro complementarietà.
Il cristianesimo - come spiego più dettagliatamente nel primo volume dedicato a
queste indagini - è stato senz'altro qualcosa nato sulla base di eventi storici,
adottato nelle province ancorchè a Roma (ove contava al massimo 3-4 mila
aderenti, ancora confusi tra l'ebraismo e "qualcosa di nuovo"), e che,
segnatamente a partire da epoca costantiniana, è stato trasformato in uno
strumento di controllo de facto; prima di quel momento - e prima della "osmosi"
di svariate festività, metodiche di culto, icone e dogmi dalla paganità - non
possedeva alcuna connotazione propria (si pensi all'evoluzione dei dogmi, e già
alla sola ripresa di icone dalla paganità, nelel catacombe), eccetto la credenza
in un dio-uomo, che non è comunque originale cristiana (in questo si innestano
le problematiche di scritti come quello giovanneo, che evidentemente riflette
tematiche del II secolo avanzato e delle polemiche gnostiche).
S - Le segnalo, ove già non li conosca, due testi in lingua inglese la
cui impostazione del problema del "Gesù storico (o meno)" può forse avere
qualche affinità con la sua. Il primo è "Caesar's Messiah" di Joseph Atwill
(2005), con il significativo sottotitolo "The Roman Conspiracy to invent Jesus"
[...] L'altra opera è "Et tu, Judas? Then fall Jesus!" dell'australiano Gary
Courtney [...] Una tesi affine a quella di Courtney è stata sostenuta anche da
un certo Francesco Carotta (autore anglosassone, a dispetto del nome). Per
quanto mi concerne, e come credo di aver già chiaramente espresso in una
precedente e-mail, la mia prospettiva è diversa: spero di aver modo di tornarci
sopra.
Segnalo, infine, che una "strategia" interpretativa affine a quella di Cascioli
era stata già seguita, in Italia, da un certo Turone, in un libro intitolato "Gesù
e Paolo identificati nella storia profana" (il Turone, tuttavia, "identificava"
Gesù detto il Nazareno in un personaggio storico diverso da quello - Giovanni di
Gamala - al quale fa riferimento il Cascioli, del quale mi sembra assurda
l'iniziativa giudiziaria, perché la libertà di manifestazione del pensiero e di
propaganda va riconosciuta a tutti, anche a chi ritiene uomo-Dio Gesù detto il
Nazareno o il Cristo, e perché la questione non si può ritenere risolta
inoppugnabilmente, come dovrebbe essere per poter sostenere la malafede e la
responsabilità penale dei sostenitori della storicità della raffigurazione di
Gesù il Nazareno nei Vangeli).
R - Possiedo il libro di Atwill in lingua originale; condivido le sue
tesi fino a un certo punto (anche perchè il metodo talora mi è sembrato assai
"elaborato"), fermo restando che la centralità, ossia la "creazione" del sistema
d'arginamento ideologico durante l'apogeo dei Flavi, sia assolutamente
plausibile. Non condivido l'identificazione del Gesù evangelico con Lazzaro, per
vari motivi, a prescindere dal fatto che sia più plausibile parlare di un
personaggio composito, anzichè di uno ben definito.
La seconda opera è appunto una sorta di rifacimento delle tesi di Carotta, che
riterrei però abbastanza implausibili, se non per quanto riguarda
l'intromissione mnemonica della figura di Cesare all'interno di un contesto
impero-centrico da rivalutare all'attenzione delle masse tendenti alla
ribellione. In sostanza, sono due libri che si auto-elidono, sebbene in fondo
potrebbero anche integrarsi, dato che i Flavi in pratica non fecero altro che
confermare la figura ideale del cesare come dio.
Il problema di Cascioli è chiaramente un non-problema; ma, a prescindere dalla
discutibilità della sua teoria, direi che il movente ci stia tutto. Vero è che
chiunque voglia credere in qualcosa sia libero di farlo, per quanto assurdo o
nocivo possa essere per sè (per gli altri, è un altro discorso); l'autore, però,
sottolinea il fatto che tramite questa favola (spacciata per verità storica) la
chiesa abbia costruito un impero tutt'altro che santo. E su questo punto non mi
sentirei proprio di rivedergli le bucce.
Giuseppe - "Gli uccelli e le bestie dei campi hanno
i loro nidi e le loro tane, ma gli uomini che combattono per l'Italia possiedono
soltanto la luce e l'aria aperta [...] Voi siete padroni del mondo, ma non
possedete una zolla di terreno su cui poggiare i piedi!". È quantomeno
un'analogia singolare il fatto che Matteo 8.20, replicato in Lc. 9.28, metta in
bocca a Gesù quasi le medesime parole". Potrebbe essere, piuttosto, che Plutarco
abbia adoperato un'espressione ormai diventata proverbiale?
R - Dal Gracco, 150 anni prima di Gesù? Sarebbe come dar del plagiario ad
un sant'uomo come Plutarco; dovrebbe rincrescere a qualsiasi classicista.
Proverbiale non direi. "Proverbiale" potrebbe essere piuttosto "noi abbiamo
suonato, voi non avete danzato": Esopo, cinque secoli prima.
G - Gli scrittori dell'epoca non avevano i nostri stessi parametri. Più
umilmente penso che Plutarco metta in bocca al suo protagonista delle parole che
pensa possano rendere il suo carisma, ma non è detto che per questo le abbia
storicamente pronunziate. E così è per i vangeli: gli evangelisti adoperano
modelli letterari comuni per cercare di trasmettere la verità di Gesù.
L'importante è quello che gli autori intendono trasmettere, non il modo in cui
lo fanno...
R - Quali sarebbero questi "nostri" parametri così "diversi"? Per i
vangeli, è chiaro che nessuno possa aver udito pronunziare il soliloquio del
Getsemani: ma è pur vero che, così come accade nei dialoghi di Luciano, nessuno
oggi si sogna di considerare che, ciò nonostante, non si tratti di fiction. Solo
che Luciano è sicuramente "fiction" (del resto ha uno "stile diverso", frutto di
"mentalità diversa"...), perchè è "pagàno". La giri come vuole. Si tratta
semplicemente di plagio, e del più madornale. |