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Voi ci chiedete chi siano i veri dèi: per rispondervi in poche parole, noi non lo sappiamo. Come possiamo conoscere ciò che non abbiamo mai visto? .. Arnobio. |
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Su questo pianeta vivono tanti popoli quante divinità, ciascuna delle quali è definita vera e indubitabile, mentre le altre sono sempre tutte false, pure essendo l'una identica all'altra, a differenza di dettagli locali. Così accade che, malgrado provengano dalle medesime radici cultuali, il dio dei musulmani sarebbe un falso dio per gli ebrei, e viceversa; la Trimurti induista non abbia alcunché in comune con la Trinità cattolica; Quetzalcoatl non sarebbe pressoché identico a Gesù. E così via.
Allo stesso modo, cambiano i nomi, ma la sostanza rimane immutata: in passato si chiedeva l'aiuto di Zeus, oggi quello di "Dio", sebbene la radice glottologica sia la medesima. Non si fa caso alla coincidenza, poiché entrambi i termini (quello greco e quello italiano moderno) provengono da una glossa sanscrita; in fondo, non tutti conoscono l'antica lingua dei Veda.
Possiamo dire, inoltre, che certe usanze si siano trasmesse inalterate pur a differenza di soggetto: all'epoca di Augusto si imprecava per Castore e Polluce, mentre oggi è assai più facile esecrare Giuda Iscariota, dato che sin da tenera età siamo stati abituati a sentire la storia di Gesù.
Coloro i quali credono in qualcosa di superiore, non hanno dubbi circa la sua esistenza, malgrado non riescano ad averne testimonianza diretta. In verità, da un po' di tempo a questa parte "Dio" non parla più direttamente a qualsiasi uomo, così come lo si vede fare negli scritti "sacri": vero è che ogni tanto spunti fuori qualche individuo "ispirato", che asserisce d'avere visioni e comunicazioni speciali, ma la gente — forse a cagione della frenetica attività del Maligno — oggi è molto più scettica di quanto non accadeva in passato. Così continuamo a dire che Dio esiste, apportandone a prima testimonianza proprio determinati prodotti letterari.
In realtà, qualsiasi "prova letteraria" andrebbe vista subito come un'assurdità, qualora capissimo che Dio non esiste già partendo da un'analisi cosmologico-logica: si può comunque obiettare che non tutti siano portati per la logica, men che mai per discussioni di fisica applicata (anche perché esistono già parecchi scienziati incapaci di distinguere la scienza dalla fede in cui sono stati allevati).
Peraltro, non credo che un libro "sacro" sia la prima testificazione dell'esistenza di qualcosa di superiore: se così fosse, dovremmo intendere valide pure le tavolette d'argilla sumere, nelle quali si parlava di "dèi dell'universo" circa due millenni prima che gli ebrei emettessero i loro primi vagiti.
Analizzando la "prova letteraria" dell'esistenza di Dio secondo i termini contenuti nell Bibbia, potremmo cogliere piuttosto l'evidenza del fatto che parecchie scene bibliche siano state già anticipate dalla letteratura mesopotamica, che molti episodi siano assolutamente incongruenti e addirittura tali da ridicolizzare il concetto di Deità Assoluta, che sussistano antinomie e talora veri e proprii balzi nel tempo. Per motivi che non occorre evidenziare, non riusciamo però a cogliere tutte queste cose: anche perchè gli "scienziati di Dio" si danno da fare per "spiegare" qualsiasi aporia, dato che dalla credibilità della Bibbia dipende quella di parecchie altre cose.
Del resto, a spulciare la gran mole di documenti prodotti dai teologi vien il capogiro, ammesso e non concesso d'avere il tempo quantomeno per iniziare a sfogliarli: nondimeno, i teologi contano proprio su questo onde poter dire che se non ci si sarà sottoposti a tale tortura, non si può essere definiti "esperti di dio". |
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