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Quando il diavolo non la vuole più, la donna si vota a dio.
.. Madame de Staël.
Strumentalizzare la debolezza è un antico e proficuo gioco di potere, soprattutto quando i deboli vedono nel loro status di soggezione qualcosa di quasi "obbligatorio" per natura. In un sistema di forze, chi è debole deve adattarsi a soggiacere o ad usare dei sotterfugi per sopravvivere ed ottenere quel che vuole: è una di quelle leggi della natura facilmente assoggettabili di cui abbiamo già parlato.

"Mogli, madri, serve: ecco gli strumenti con cui i preti ci controllano", gridava il poeta inglese Robert Browning. Beh: il "Maschio Padrone" in fondo se l'è cercata. Credendo d'escogitare una serie d'espedienti per ridurre la donna in soggezione al fine di "cristallizzare i ruoli", ha finito per darsi la proverbiale zappa sui piedi, innescando un'esiziale reazione a catena. Svolgendo una funzione protettiva nei confronti del figlio, e di conseguenza di prevalente supporto a quest'ultimo nei confronti del padre, utilizzando la donna i preti sarebbero riusciti assai facilmente a strumentalizzare le generazioni; del resto, un uomo adulto non ha alcun interesse a strumentalizzare individui delle stesso sesso ed appartenenti alla sua stessa leva d'età (perché già accomunati dal tacito accordo del prevalere sociale...), laddove è più facile "addomesticare" l'individuo di sesso maschile sin da piccolo. Indottrinando la madre, era possibile fare ciò col minimo sforzo; dato che dio è estensione di un medio proporzionale che ha il compito di "mediare" i due sessi, esso era fatto rientrare benissimo dai predicatori come una metafora metafisicizzata dell'amore, con conseguenze assai facili a immaginarsi nella psiche femminile.

Molto probabilmente, i primi popoli patriarcali credettero opportuno moderare in particolare un dettaglio della natura femminile: ovvero, che essa "dovrebbe" essere riflesso ed espressione del Padre Ideale (che è poi antagonista del complementare maschile). Questa, qualora non contenuta entro limiti a carattere costrittivo e penalizzante, avrebbe potuto "fagocitare", "annichilire" il maschio, come accadeva nelle religioni matrarcali: d'altronde, era "necessario" ricorrere a posizioni di forza, che è sempre stata sia un deterrente che un symbolon d'attrazione sessuale.

In effetti, la donna è un "essere" passivo: la stessa conformazione fisica "denunziava" che fosse necessario adattare il comportamento sociale dei due sessi in relazione alla modalità di "espressione sessuale". Del resto, ragionavano i dotti, qualora la donna avesse rinunziato al suo ruolo e alla sua natura passiva, questa non sarebbe forse stata un'inversione della natura stessa? Esse subiscono sessualmente, e la sofferenza "pare" sia parte del loro piacere tanto nell'atto quanto nel parto; in fondo, dio aveva decretato "partorirai con dolore", la qual cosa implica che, qualora Eva non avesse peccato, il parto sarebbe stato indolore o forse addirittura piacevole (sempre nel caso in cui avesse avuto bisogno di procreare). Tutto ciò potrebbe sottintendere che sia giusto esse subiscano delle reprimenda per codesta loro natura!

Nel caso in cui l'evoluzione della coscienza avesse fatto gridare alla parità di diritti, quest'ultima si sarebbe rivelata — qualora i presupposti dell'ignoranza non sarebbero stati sconfessati alla radice — semplicemente l'ennesima inversione pro tempore che avrebbe portato irrimediabilmente al ritorno allo "status quo" primigenio. Il "femminismo" ed i diritti delle donne si sarebbero rivelati, dunque, un'arma a doppio taglio, causata da una catena di nequizie arcaiche che, portate alle estreme conseguenze, avrebbero rischiato d'invertire la "natura" facendo il gioco del "maschilismo": non è forse un'illusione ed una ribellione all'ordinamento voluto dal Creatore, che esse, per "invidia" del potere conferito all'uomo da dio, credano di poter eguagliare il maschio nel lavoro, nel ruolo sociale e quant'altro? Dall'altro lato, come possono diventare utili senza contravvenire alla natura con cui il Sommo le ha create? Devono giocoforza continuare ad essere dei parassiti: ben lo sapevano, i "Padri", che di pesi morti se ne intendevano!
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