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Abitua la gente a pensare che i preti possono rimettere i peccati, ed avrai peccati in abbondanza.
.. Thomas Paine.
Molte persone pensano che sia impossibile scardinare il cristianesimo, perchè inconsciamente realizzano che esso sia il substrato della società da ben venti secoli ormai; ma costoro ignorano che la sua nascita sia stata un processo traumatico, che ha dilaniato il tessuto sociale preesistente. Il credente dirà che, trattandosi di una società falsa, i cristiani fecero bene a mutarla: in realtà, la cosa non è così facile come si pensa.

Due millenni fa si è inaugurato un corso ideologico che ha portato alla formazione della società odierna: uno "chassis rinnovato" che è stato montato a copertura del "motore" costituito dalla struttura, dalla forma mentis e dalle leggi dell'impero romano. In pratica, il romanesimo si è riproposto sotto mentite spoglie come "nuova guida dell'umanità": eredità ad oggi ben chiara, come ci fa ben capire ad es. il card. Poupard, parlandoci del "genio di Roma, della straordinaria capacità della Capitale di rivestire il mondo pagano con la bellezza cristiana" (CorSera 300105), oppure a sentire di Pio IX invocare senza timori Dio con la locuzione "Deus Optimus Maximus", titolo col quale si appellava Giove in epoca romana.
Per potersi installare nel cuore dell'impero romano, questa superstizione ha utilizzato delle tecniche classiche: l'isolamento dalla comunità sociale e dalla famiglia, per eliminare ogni altro punto di riferimento formativo; il senso di superiorità, per spezzare tutti i rapporti precedenti e la coabitazione con ideologie aliene; l'eccesso di "umanitarismo", per rinsaldare il senso d'appartenenza al gruppo; l'obbligo (v. il caso di Anania e Safira) del conferimento di tutti i propri averi in favore della comunità, per indurre dipendenza finanziaria.
Questo cambio di guardia avvenne prima con la sovversione dello Stato, e poi con la connivenza dello Stato, che si appropriò della religione emergente. Le pressioni eversive del "cristianesimo" primitivo furono sì motivate da spinte deiste, ma si configuravano comunque secondo modelli a carattere anarchico: difatti, la negazione del substrato cultuale romano, direttamente connesso al rispetto ed alla sottomissione nei confronti dell'imperatore e dell'apparato governativo, fu vista dai romani come "ateismo". Medesima accusa sarà portata avanti contro i dissidenti da coloro i quali si sostituirono agli imperatori, assumendone persino il titolo di sommo grado religioso: quello del pontefice.

Pare dunque chiaro che sia necessario demistificare il cristianesimo non solo perché tramite esso vengono estorti miliardi di euro l'anno allo Stato che ospita il Vaticano, ma anche per il fatto che esso ha distrutto e falsificato sfacciatamente il passato. Questo compito, però, non è dei più facili, dato che, al pari dell'Islam e dell'ebraismo, a causa di caratteristiche che lo rendono estremamente diverso da una religione "normale" (ad es. induismo o buddhismo: che è piuttosto una filosofia non teologica), il cristianesimo può essere definito una superstizione organizzata avanzata (abbr. SOA): tali caratteristiche lo rendono più efficiente oltreché meno notabile nei suoi effetti, e pertanto esponenzialmente più nocivo.

Islami ed ebraismo sono delle religioni estremamente semplificate, il cui unico scopo è quello dell'aperta conquista e conformazione della società umana "in nome di Dio" (nulla di strano: qualsiasi cultura crede che la propria religione e sistema sociale siano i migliori al mondo). Rispetto ad essi, il cristianesimo è più efficiente perché: si avvale di mezzi e tecniche più raffinati, costituisce la fede del mondo occidentale, che detiene il potere politico-economico del globo, e non pubblica apertamente un'agenda aggressiva nei confronti altrui. Se proprio volessimo osservare in che modo quest'ultima si manifesta, dobbiamo cercare non tra le parole delle encicliche o nelle dichiarazioni diplomatiche dei suoi portavoce, bensì nelle discussioni della vita di tutti i giorni e nelle asserzioni di personaggi informati alla sua ideologia.

Demistificare questa superstizione è certamente arduo: la gente adotta e difende il cristianesimo perché i suoi principii (edificati su caratteristiche e funzioni umane distorte, come vedremo) sottintendono "umanitarismo", "altruismo", "purezza" e soprattutto comodità, sicchè non va certo a guardare alla storia o ai metodi con i quali questi presunti principii continuano ad essere applicati tuttora.

Il cristianesimo persiste soprattutto perchè è fondato sul concetto di "sofferenza altruistica", in base al quale Dio stesso si sarebbe sobbarcato a morire per noi. La "sofferenza di Dio" ci rende però incapaci di accorgerci del fatto che abbiamo un personaggio che predica (agli altri...) di dare i loro averi ai poveri — che così diventano ricchi a loro volta! — per seguire lui: quel "vero dio" che dal canto suo, pur essendo capace di moltiplicare vivande e resuscitare cadaveri, non si peritava d'inviare i suoi discepoli per questuare elemosine. Non solo: ci rende i capaci di capire che i vangeli siano, in realtà, soltanto una beffa inventata dagli oligarchi per controllare meglio i potenziali ribelli del tempo, appartenenti alla lotta armata. Gli stessi precetti fondamentali di questo "credo" sono degli espedienti ipnotici e beffardi: "ama il prossimo tuo come te stesso" e "porgi l'altra guancia" sono proposizioni che non hanno bisogno di alcuna disamina, essendo auto-evidenti. Sono precetti irridenti: irridono delle frasi fatte che furono proprie alla sapienza ebraica e persino "pagana": già mezzo millennio prima di questo fantomatico "figlio di dio" incarnato, Confucio pronunziava la cosiddetta Regola d'Oro, né erano qualcosa di nuovo persino nell'ebraismo, poiché si rifanno alle fonti ebraiche del Levitico (19.18) e le ritroviamo già, prima che nel Talmud (Shabbat 31), nell'essenismo (v. Documento di Damasco).

Abbiamo, così, una religione che predica pace, fratellanza, uguaglianza e tolleranza, ma solo per chiunque avrà accettato di farsi cristiano, perché, secondo la chiesa, questo è l'unica condizione per poter essere pacifici, fratelli e uguali: vale a dire, estendere il cristianesimo ovunque nel mondo, annichilendo le altre superstizioni religiose, perché "così vuole il vero dio".
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