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Il termine "sovrannaturale" indica un concetto che significa "oltre il naturale", nella misura in cui definiamo "naturale" tutto ciò che riusciamo a comprendere o che mostra caratteristiche note e comprensibili. Dal momento che il canone di paragone del naturale è l'uomo, il "sovrannaturale" assume inoltre la valenza di "incontrollabile", "superiore alle forze umane", quindi (impropriamente) sovrumano.
Siamo propensi a collegare sovrannaturale e immateriale, intendendo quest'ultimo termine come "non costituito da materia", ove per "materia" intendiamo quella che compone gli oggetti del sistema di riferimento in cui viviamo, noi compresi: pertanto, dato che la materialità pertiene a noi ed a ciò che ci circonda, l'"immateriale" sarebbe il suo opposto.
Qualora connesso al preconcetto dell'esistenza di esseri creatori invisibili, questo assunto comporta l'ipotesi che esista qualcosa capace d'essere esistente, ma opposto a ciò che ci compone: sennonché, se un dato sistema di riferimento è costituito da un dato tipo di materia, esso potrà essere popolato soltanto da entità composte da quest'ultima, sicché qualsiasi cosa che condivide il piano d'esistenza di un'altra con cui potrebbe interagire, deve esserle per forza omogenea. In secondo luogo, se la Materia è Presenza-Esistenza, l'unica cosa che potrebbe essere qualitativamente diversa da essa è ciò che non possiede la qualità dell'esistenza, ossia il Nulla: quel medesimo non-Ente che dovrebbe "esistere" comunque, dato che, viceversa, le favole della creazione ex nihilo non possiederebbero alcuna validità.
La concezione del "dio immateriale", intimamente connessa al suo atto creativo e dell'Aldilà, ha reso il credente incapace d'accettare critiche apportate ad evidenze che, data la loro immediatezza, suscitano reazioni ironiche o rabbiose nel credente stesso.
Dovremmo immaginare un essere di dimensioni superiori all'universo, che, dopo aver tratto l'Uno dallo Zero, si sarebbe munito di un'immenso microscopio o addirittura ristretto a misura d'per uomo discendere sulla Terra e dotare le sue creature di leggi e canoni comportamentali, affinchè potessero meritare d'accedere al "regno divino" dopo la morte. Poichè tutto ciò è palesemente ridicolo, ne conseguirà non solo che sia fallace la premessa della creazione dal Nulla, tanto quanto lo è la pretesa dell'esistenza di un essere creatore, ma anche che l'universo non si stato creato da alcun essere superiore: a meno che il cristiano non voglia chiamare "Dio" l'universo stesso. |
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