A volte basta un'introduzione, per riuscire a capire l'andazzo di tutto il resto di un'opinione, senza che ci sia bisogno di leggerla per intero. Nel caso specifico, onde evitare facili taccie di "relativismo" o "superficialità", l'ho letto comunque, il resto di un articoletto de "Il Giornale" (e non è finita...) a firma di Luca Doninelli (eccolo), a cui proposito non è necessario spendersi in alcun commento. Ma lasciamo che sia lui stesso, a parlare.

I libri più dannosi che esistano - e dannosi perché profondamente stupidi - sono quelli nei quali, su un tema fondamentale dell’esistenza, vengono presentate due tesi opposte per alimentare l’illusione (di chi ha voglia di farsi illudere) che gli argomenti pro e contro, messi su un piatto, possano consentire al lettore di operare la sua scelta.
Io credo che nessuno sia così sciocco da credere a queste cose, perché cinquemila anni di lavorìo intellettuale per costruire l’Occidente non si gettano via così. Tuttavia vengo smentito dal fatto che questi libri esistono, come dimostra Disputa su Dio e dintorni, un libro che l’editore (Mondadori, pagg. 270, euro 18,50) mi invia sapendo che ci cascherò e scriverò qualcosa. Come infatti avviene. Il libro è stato scritto a quattro mani dal teologo Vito Mancuso e dal giornalista culturale Corrado Augias. La foto sul retro ci presenta i due autori. La faccia di Augias (forse deformata alla ricerca di un’espressione intelligente: càpita a tutti) vuole dirci chiaramente che Dio non esiste e poche storie, quella di Mancuso lascia intendere che forse non è detta l’ultima parola.

Spesso si può capire molto di una persona, da un'espressione, dai tratti somatici. Non avevo mai visto Doninelli in faccia. Cercai una foto, e devo dire che preferisco parecchio di più Augias. La cui faccia non è che sia "deformata": magari è solo colpa della riga a destra...
Seriamente, sono ben altri, i "libri" pericolosi ed illusorii: sono quelli che consentono ad una società, in duemila anni (nell'estimatura del nostro filosofo ci sono tre millenni di troppo: paganissimi...), d'impostarsi di modo tale che, ai nostri tempi, certi "filosofi" possano scrivere certe cazzate su "giornali" come quello berlusconiano e su L'Avvenire, mentre gente assai più valida... beh, tirate le somme voi. E la cosa più grave è che molti siano così sciocchi da crederci: ma si sa, al peggio non c'è mai fondo.

Nel frattempo, alla vigilia della pasqua, su un giornale sardo leggo la notizia della scazzottata, ad Assemini (CA), tra un prete ed un venditore ambulante, reo d'avergli fatto concorrenza nel vendere ramoscelli di palma davanti alla "sua chiesa"... Notizia che fa ottimamente pandant con le dichiarazioni del "papa teologo" (sic!) a proposito del fatto che la resurrezione di "Gesù" sia un fatto assolutamente e storicamente verificatosi, senza mitologie ed altro di simile ("non è una teoria, ma una realtà storica", Corsera 12-04-09) per darci speranza nella rinascita (a proposito del terremoto). Un po' come la storiella di Epimeteo: la speranza in fondo al vaso di Pandora.
Che dire? Dato che ogni papa è infallibile, e che lui avrà parlato assumendosi le responsabilità di fandonie del genere (che, lungi dall'essere affatto provate, rimangono solo nella convinzione sua e dei tanti fanatici propagandisti coperti dal governo che l'hanno preceduto), sono certo che non ci sarà alcun errore nel mandarlo a vedere come stanno nell'Aquilano.
Tutti i diritti riservati. Qualsiasi riproduzione senza previo accordo con l'Autore è proibita.