L'Italia degli ipocriti, dei pavidi e dei presuntuosi, quella che si fa gli "idoli" (sempre i medesimi, poi), in realtà non idolatra che sè stessa: è questa l'Italia premeditatamente xenofila, senza personalità nè identità, perchè divisa in sè stessa e manovrata da moralismi promananti da uno "Stato nello Stato" che, ab origine, per salvaguardare i propri interessi è andato sempre contro quelli di chi lo mantiene.

Gli ebrei, intendo i "sionisti", i politicanti, quelli che vorrebbero dominare il mondo (ed in parte ci sono riusciti, da secoli: hanno imposto il cristianesimo e l'islam, senza che nè cristiani nè musulmani se ne siano nemmeno accorti...), sono sicuramente dei provocatori: ma siccome sono il popolo del "vero dio"... "Chiagneno e fotteno", come si dice "a Nàpule"... Basti dire che da vent'anni ci sorbiamo la "giornata della memoria": e per quale motivo mai? Si, lo sapevamo già da oltre sessant'anni, che le "belve naziste" avrebbero gasato 6 milioni di ebrei: ma se ricordare l'Olocausto sarebbe, entro certi limiti, concedibile, mi chiedo per quanto ancora dovrà durare questa manfrina. Di cosa ebbe colpa, l'Italia? Di averli consegnati a Hitler? Va bene: dato che ne facciamo così tante, di "giornate della memoria", tra i "martiri della mafia" e delle foibe "ce la vogliamo infilare" non dico una giornata in ricordo delle vittime dell'Inquisizione o dell'Intifada, ma perlomeno per quelle della social card e del precariato?

Parecchi altri dettagli fanno ben capire come la "politica" nostrana sia del tutto asservita alla "voglia di ebraicità" persino da parte di contesti che, per tradizione (e forse proprio per quello...), poco o nulla avrebbero a che spartire con il "popolo della Bibbia". L'ultima è stata "l'infame conferenza di Durban 2" (sic nel Giornale berlusconiano, alle cui cretinerie vi rimando), la cui dichiarazione è stata snobbata da Frattini per via di "frasi razziste" contro Israele, che si summarizzano nel seguente modo: "La politica di Israele verso i palestinesi, contro i quali ha applicato tortura, blocco economico, restrizioni di movimento e chiusura dei territori, costituisce una violazione dei diritti umani internazionali, un crimine contro l'umanità e una forma contemporanea di apartheid". Tutte cose che costituiscono la pura, sacrosanta verità; chissà che avrebbe fatto mai Frattini, se i "razzisti" avessero rispolverato l'imposizione della stella gialla sui cappotti!

E per dare ancora più ampia prova d'essere pilotati, osserviamo che tra gli stati che hanno dichiarato queste verità figura la Libia: alla quale, pochi giorni prima, avevamo regalato 5 miliardi di euro, come "risarcimento" della... "politica coloniale"! Il tutto, con la tacita preghiera che il tiranno Gheddafi, malvisto da tutto il mondo (fuorchè da noi), la smetta di mandarci i suoi morti di fame per colonizzarci (o tutt'al più che ce ne mandi solamente tanti quanti ne servono per lavorare nelle aziende degli elettori ed amici di Berlusconi & c.). Contento del regalo, Gheddafi sta concertando una richiesta di risarcimento per la distruzione di Cartagine, sicuro di un altro gentile riscontro da parte degli indegni conterranei di Scipione e Cesare.

A controprova, tra quelli che hanno aderito alla conferenza figura, invece, la Francia, con la quale, sempre qualche giorno prima, la miserabilissima Italia aveva stretto accordi per "importare il nucleare" (regalandole il materiale fissile ricavato dal traforo della TAV, che verrà scavata dai soliti compari di merende...). Come se non bastasse, ritroviamo pure il Vaticano, che non ha mai fatto mistero del suo antisemitismo (l'ultima è stata la farsa dei lefebvriani), senza mai ricavarne, però, alcun biasimo: e questo perchè le sue accuse muovono dall'"evidenza" che i giudei furono "deicidi" (ovvero assassini di un dio che, come ampiamente dimostrato sempre dal fesso qui sottoscritto, altro non era che un avversario dei giudei corrotti e dei romani occupatori), e soprattutto perchè riesce sempre a far fessa l'Italia, zimbello del mondo a sua cagione.

Certe cose costituiscono lo specchio più riflettente di una condizione di spersonalizzazione e disagio: ed a farne le spese è, ancora una volta, la credibilità. Che sicuramente non interessa ai politici (chiamiamoli così...): a loro importa soltanto pavoneggiarsi e cercare la carezza mediatica.
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