È più facile rendersi conto della reale natura degli effetti scaturiti dalle superstizioni, studiandone l'imprinting su realtà sociali più vaste e multietniche, dove il cattolicesimo non è la corrente cristiana prevalente.
Ecco in che modo certi attivisti cattolici definiscono contro qualsiasi timor di critica (peraltro in un caso fra i meno eclatanti) l'agenda di giusta azione: "Noi" ebbe a dichiarare recentemente William Donohue, attuale presidente della Lega Cattolica Americana
"siamo specializzati nel pubblico discredito di individui che si sono guadagnati la nostra ira, e per questo siamo stati capaci di vincere tante battaglie: nessuna persona o organizzazione desidera essere svergognata in pubblico, e noi facciamo proprio questo [...] La minaccia d'una querela è l'unico argomento che certi individui riescono a comprendere. Lo spettro della pubblica umiliazione è un altro mezzo. Petizioni e boicottaggi sono utilissimi. L'uso del pulpito a vasta audience, come la radio, è la strategia più efficace. Le conferenze stampa possono essere usate per illuminare o mettere in imbarazzo [...] Gli annunci nei quotidiani nazionali più importanti, poi, sono efficacissimi".
Nel 1940, il grande decano del giornalismo investigativo americano Paul Blanshard indagò sulle metodologie promozionali della Chiesa degli States, giungendo a notabili conclusioni.
Nelle sue pagine egli citava l'opera cattolica fondamentale in merito al boicottaggio mediatico, la monumentale Moral and Pastoral Theology di padre Henry Davis, nella quale si istruiscono i vescovi a rinvigorire il boicottaggio contro opere che difendono l'eresia, tentano di minacciare la base della religione, supportano la contraccezione o il divorzio anche in caso d'adulterio, attaccano o ridicolizzano qualsiasi dogma cattolico quali la creazione dell'uomo o l'infallibilità del papa, ed altro. A proposito del diritto di soppressione dell'informazione, Blanshard menzionava Francis Connell, della Catholic University of America, il quale ebbe a scrivere nell'American Ecclesiastical Review del gennaio 1946:
"Crediamo che i governanti dei paesi cattolici abbiano il diritto di circoscrivere le attività di coloro i quali potrebbero stornare la gente dalla chiesa, e possiedono il diritto d'arginare la propaganda avversa; questa è una conclusione logica tratta dal dogma fondamentale che il figlio di dio stabilì una sola religione, sotto il comando d'accettarla obbligatoriamente, pena la dannazione eterna".
Citando un articolo pubblicato ne America dell'11 febbraio 1948 dal gesuita Charles J. Mullaly, Blanshard evidenziava i processi della tecnica di boicottaggio:
"Mullaly ci rivela candidamente come un sacerdote ed un manipolo di laici cattolici, con una lettera piena di nomi altisonanti, possono terrorizzare qualsiasi editore con lo spettro di ondate d'indignazione".
Il gesuita offriva un esempio di boicottaggio intimato a proposito di una serie di articoli pubblicati in merito a un caso di morte sospetto, accaduto in un collegio femminile di Washington:
"Anziché scrivere una lettera di difesa [stimolando così la controversia, che potrebbe essere profittevole per il giornale], la Società [...] si rivolse all'ufficio commerciale, anziché all'editoriale. I suoi membri intervistarono dei commercianti cattolici che pubblicavano inserzioni sul giornale, e dissero loro d'intimargli di cambiare registro, se volevano che acquistassero ancora il loro spazio pubblicitario [...] I sacerdoti di Washington ebbero l'incarico di predicare in maniera impersonale che «questo giornale, di cui non diciamo il nome, sta offendendo le Sorelle del Buon Pastore: se fosse per me, rintuzzerei aspramente gli insulti fatti alla santa madre chiesa!»".
Mullaly annotò trionfante che l'effetto di questi sabotaggi operati da un solo prete affiancato da qualche avvocato che si prodigò senza chiedere compenso, fu addirittura miracoloso, talché in un batter d'occhio il giornale perse oltre la metà degli introiti. Poi concludeva dettando il plateau strategico:
"Non attaccare tramite l'editoriale: dirigiti al dipartimento commerciale. Quando un giornale assale la tua fede, scrivi al direttore commerciale ed informalo che non comprerai più il giornale. In secondo luogo, richiama l'ettenzione dei commercianti [...] Di' poi ai tuoi rivenditori che finché vedrai quel giornale sui loro scaffali, non comprerai più nei loro negozi...".
Blanshard adduceva poi diversi casi di censura di giornali, libri, films, show, e concludeva scrivendo che
"il meccanismo usato dalla chiesa è abbastanza elaborato [...] Gli editori sono a tal punto minacciati di boicottaggio e da diluvii di lettere, che oramai rifiutano automaticamente di pubblicare qualsiasi cosa contraria alla chiesa [...] Qualsiasi editore americano è al corrente di questa politica, ma evita di discuterne pubblicamente per timore di ripercussioni [...] per questo motivo solo le case più grandi e ricche possono permettersi di battersi faccia a faccia contro questi conciliaboli".